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Non tutti sanno che le fibre alimentari sfiammano il cervello e l’intestino e ringiovaniscono il cervello

Alcuni studi hanno evidenziato che le cellule immunitarie del cervello, dette microglia, con l’età si infiammano.

L’infiammazione cronica del cervello produce sostanze che ne compromettono le funzioni cognitive e motorie.

Per ritardare questo processo esiste un rimedio : utilizzare una dieta ricca di fibre alimentari.

 

 

PICCOLA RASSEGNA SULLE FIBRE ED I SUOI BENEFICI.

BENEFICI DELLE FIBRE

  • Riducono l’assimilazione delle calorie
  • prevengono patologie come la diverticolosi
  • prevenzione dell’ulcera gastrica e cancro al colon 
  • favoriscono la crescita dei microorganismi buoni  ( funzione prebiotica )dell’intestino ( Microbiota )
  • detossificano da tossici ( metalli pesanti, sostanze cancerogene, ecc, )
  • riducono il colesterolo ed aumentano il senso di sazietà
  • riducono la fermentazione per azione meccanica e riducono l’assorbimento degli zuccheri riducendo l’indice glicemico.

 

FIBRE SOLUBILI E INSOLUBILI, QUALI SONO PiÙ UTILI PER L’INTESTINO?

Le fibre insolubili sono quelle più utili per l’intestino, per i benefici sopra descritti.

Sono fonte di fibre insolubili la maggior parte dei cereali integrali, crusche di frumento, segale, frutta e verdura.

Le fibre solubili tendono  a rallentare il transito intestinale e lo svuotamento gastrico.

Tendono a creare un composto “gelatinoso” nell’intestino rendendo le feci viscose e rallentano il transito.

Tale proprietà è definita chelante.

In compenso il gel che si forma interferisce con l’assorbimento degli zuccheri e grassi abbassando il colesterolo.

 

ATTENZIONE ALLA GIUSTA QUANTITÀ

I due tipi di fibre vanno utilizzate con moderazione e la giusta quantità.

Una dieta troppo ricca di fibre porterebbe a fermentazione eccessiva ( meteorismo ), diarrea. crampi, ecc.

Una dieta a basso contenuto di fibre ( colite o malattie intestinali infiammatorie croniche ) diminuisce i benefici sopra descritti.

La giusta quantità da assume la stabilisce il  nutrizionista in base alle necessità della persona .

 

ALIMENTI RICCHI DI FIBRE

  • fagioli, ceci, fave, piselli, mais, lenticchie, datteri, ecc.
  • frumento duro e tenere, frumento di crusca, orzo perlato, farina di frumento integrale, di segale, di soia, avena, ecc.
  • frutta e verdure : prugne secche, carciofi, finocchio, carote, melanzane, barbabietola, cavoli, mele cotogne, avocado, kiwi, pere, lamponi, ecc.
  • frutta secca : arachidi, mandorle, noci, nocciole, pistacchi, 
  • cioccolato fondente.

 

IN CHE MODO LA FIBRA ALIMENTARE RIDUCE L’INFIAMMAZIONE DEL CERVELLO NELL’INVECCHIAMENTO ?

La fibra alimentare favorisce la crescita di microrganismi buoni nell’intestino.

I batteri buoni ed i loro enzimi attraverso un processo di fermentazione delle fibre producono alcune sostanze benefiche.

Le fermentazioni principali sono quella dell’acido lattico e dell’acido butirrico.

i lattobacilli scindono il glucosio in acido lattico ed in acido butirrico.

L’acido lattico, insieme ad altre sostanze, come perossido di idrogeno e battericine fungono da antibatterici e mantengono in equilibrio il pH intestinale.

L’acido butirrico ha delle proprietà eccezionale e funzioni particolari.

Il Buttirrato  ( SCFA : acido grasso a catena corta ) si è dimostrato interessante perché ha proprietà antinfiammatorie sulla microglia, le cellule immunitarie del cervello.

La proprietà interessante è che il Butirrato inibisce la produzione di sostanze dannose da parte della microglia.

Una di queste sostanze chimiche è l’interleuchina 1?, associata anche alla malattia di Alzheimer.

Uno studio pubblicato su Nature dimostra che il Butirrato funge da “interruttore” epigenetico del sistema immunitario.

Attraverso l’induzione della produzione di Cellule T regolatore dell’intestino.

Le cellule T regolatorie “contengono” la risposta infiammatoria e le malattie autoimmuni.

 Tale scoperta fornisce la possibilità di utilizzare il Butirrato come terapia per le malattie infiammatorie intestinali ( IBD ).

È anche fonte di energia per le cellule di rivestimento della parete intestinale. 

IL Butirrato ha azione antinfiammatoria anche a livello sistemico.

L’infiammazione cronica di basso grado sistemica ( Il Killer Silente ) è associata ad un aumento di rischio di insulina resistenza.

Si ritiene che il Butirrato e gli altri grassi a catena corta ( SCFA ) abbiano un effetto antinfiammatorio intestinale perché antagonizza la traduzione NF-kβ

Lo studio ha evidenziato che il Butirrato, esaminando circa 50 geni unici della microglia, riduceva il profili infiammatorio del cervello degli adulti.

Oltre l’infiammazione cerebrale migliorava la cognizione ed il comportamento.

Non a caso gli adulti consumano circa il 40% di fibre in meno rispetto ai giovani.

 

QUALI STRATEGIE ADOTTARE PER MIGLIORARE L’INTESTINO ED IL CERVELLO ?

  • Alimentazione ricca di fibre 
  • Alimentazione antinfiammatoria ed antistaminica per abbassare l’infiammazione locale ( intestino ) e sistemica.
  • Da preferire gli alimenti di provenienza biologica o biodinamica, privi di conservanti e/o coloranti, additivi, metalli e pesticidi.
  • Prevenire Intolleranze e/o allergie alimentari
  • Alimentazione Bio-Energetica ; curarsi con gli alimenti ad alta “vibrazione”.
  • Dieta a rotazione, variare il più possibile gli alimenti ( previene anche le intolleranze eventuali ) 
  • Liberare le emozioni viscerali con esercizi di grounding e, sopratutto, respirazione bioenergetica.
  • Ridurre l’ansia e la depressione, patologie che spesso vengono somatizzate nell’intestino con lavori di bioenergetica.
  • Fare esercizio fisico

 

 Non siamo  in grado di consumare acido butirrico ( Butirrato o Butirrato di sodio ) a causa del suo odore molto sgradevole.

Da diversi anni esistono in commercio dei prodotti che contengono Calcio Butirrato sotto forma di compresse per uso orale.

Tali compresse, assunte sotto controllo medico, danno la possibilità di introdurre la dose raccomandato di Butirrato.

Ad esse si possono associare  anche i Bifidobatteri che aiutano la produzione degli acidi grassi a catena corta nell’intestino.

Inoltre, i Bifidobatteri ostacolano la colonizzazione dell’intestino da parte di batteri patogeni e lieviti.

Producono acido lattico ed acetico che regolano il pH intestinale.

Inibizione dei batteri che riducono i nitrati provenienti dalla dieta in nitriti.

Migliorano la funzionalità intestinale e contrastano la costipazione.